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Autodenuncia e immobili esteri non dichiarati

Immobili esteri non dichiarati: il cerchio si stringe

Negli scorsi mesi si è parlato molto di autodenuncia fiscale esente da pena e immobili esteri. Molte persone che hanno omesso riportare queste proprietà estere nella propria dichiarazione d’imposta stanno ora correndo ai ripari. “In realtà, sono piuttosto frequenti i casi in cui delle persone arrivate in Svizzera nel dopo guerra o negli anni 60-70 non hanno mai dichiarato degli immobili esteri. I motivi possono essere molteplici, dall’intenzione di restare in Svizzera solo per pochi anni a lavorare e poi rientrare in patria a quello del non sapere che vi fosse l’obbligo dichiarativo” afferma Ivano D’Andrea CEO di Gruppo Multi, fiduciaria storicamente presente sulla piazza Ticinese. ”Infatti per gli immobili esteri le imposte vengono riscosse generalmente nello Stato in cui l’immobile si trova. Questo può a volte generare molta confusione nel contribuente per il fatto che egli creda che, avendo già pagato le imposte sull’immobile nello Stato in cui si trova lo stesso, nulla più sia dovuto in Svizzera”. Attraverso l’entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni con più di 100 paesi, tra i quali gli Stati dell’unione europea, in effetti l’emergere di queste situazioni è facilitato, poiché può capitare che all’immobile estero sia collegato un conto bancario per il pagamento delle spese correnti che verrà trasmesso automaticamente al fisco del paese di residenza fiscale del proprietario. Le somme in gioco variano notevolmente rispetto alla situazione concreta del contribuente. “Per esperienza l’immobile estero non dichiarato può essere la classica punta dell’iceberg” riporta infatti Roberto Pezzoli, direttore di Gruppo Multi. “Se, da una parte, il recupero di imposta dell’immobile estero non dichiarato potrebbe non comportare delle conseguenze finanziarie importanti, vi sono d’altra parte anche casi in cui il contribuente ha beneficiato di prestazioni sociali alle quali non avrebbe avuto diritto con la corretta dichiarazione. Tali prestazioni sono da considerare nell’autodenuncia e da restituire”. Con lo scambio automatico di informazioni viene inoltre a porsi il problema della spontaneità dell’autodenuncia, requisito fondamentale per l’autodenuncia esente da pena. Secondo una presa di posizione dello scorso settembre dell’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC), per i paesi che applicheranno lo scambio automatico di informazioni con la Svizzera a partire dal 1 gennaio 2018, il termine massimo per considerare un’autodenuncia spontanea è il 30 settembre 2018.

Cosa è necessario dichiarare:

Un immobile estero, detenuto da un contribuente residente in Svizzera, deve essere inserito nella dichiarazione fiscale svizzera solo ai fini del calcolo dell’aliquota imposta. Il reddito (o il valore locativo nel caso dell’utilizzo proprio) e la sostanza vengono aggiunti all’imponibile di fonte svizzera per la determinazione delle aliquote d’imposta da applicare. In altre parole si verrà imposti sui redditi e sulla sostanza svizzeri con un’aliquota che terrà però conto anche dei redditi e della sostanza estera.

Quale può essere l’effetto della ripresa d’imposta in caso di autodenuncia?

L’effetto è il recupero delle imposte sottratte negli ultimi 10 anni e degli interessi di ritardo. L’autodenuncia esente da pena è valida una sola volta nella vita e l’autorità prescinde dall’aprire un procedimento penale a condizione che la sottrazione d’imposta non sia nota ad alcuna autorità fiscale, che il contribuente aiuti senza riserve l’amministrazione a determinare l’ammontare dell’imposta sottratta e che egli si adoperi seriamente per pagare l’imposta dovuta. Le prestazioni sociali indebitamente riscosse degli ultimi 15 anni devono essere restituite. Anche in questo caso l’autorità prescinde dall’apertura di un procedimento penale.

Fino a quando un’autodenuncia legata ai conti esteri potrà essere considerata spontanea?

Secondo il punto di vista dell’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC) gli elementi imponibili oggetto di scambio automatico di informazioni dovranno essere considerati come noti a partire al più tardi dal 30 settembre 2018, cosicché la denuncia degli stessi non potrà più essere considerata spontanea a contare da tale data. Questo significa che per gli Stati, Unione Europea inclusa, che applicheranno lo scambio automatico di informazioni a partire dal 2018, il termine massimo è il 30 settembre 2018. Se però lo Stato estero consegna i dati alla Svizzera prima di questo termine, sarà quella data determinante per la spontaneità della auto denuncia.

 

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