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Autodenuncia e prestazioni sociali

Il tema dell’autodenuncia fiscale esente da pena ha riportato di crescente attualità il tema delle prestazioni sociali indebitamente percepite. Il concetto alla base è che, tramite l’emergere di reddito o sostanza in precedenza non dichiarata, le premesse per la fruizione delle prestazioni sociali, ad esempio per la riduzione dei premi della cassa malati, potrebbero non più essere date.

“Il caso tipico è quello di immobili esteri o di conti bancari mai dichiarati in Svizzera. Questi valori vanno considerati nel calcolo per determinare l’accesso alle prestazioni sociali. Se il risultato è che il contribuente non vi avrebbe avuto diritto, le prestazioni andranno restituite” commenta Maria Montorfani, direttrice di Multifiduciaria e Consulenza SA “Se per certi versi quindi la ripresa per le imposte dirette può essere relativamente ridotta, poiché in molti casi il valore locativo e il valore di sostanza di un immobile estero possono portare a una ripresa di qualche centinaio di franchi l’anno, per quanto riguarda le prestazioni sociali indebitamente percepite nel passato le riprese possono arrivare a un ammontare molto importante, anche nell’ordine di diverse decine di migliaia di franchi”.

 

Perché il tema è divenuto di pressante attualità?

L’autodenuncia fiscale esente da pena presuppone, tra gli altri elementi, che gli elementi imponibili non siano già noti al fisco. Attraverso l’entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni con più di 100 paesi, tra i quali gli Stati dell’unione europea, l’emergere di queste situazioni è facilitato, poiché è piuttosto usuale che ad esempio a un immobile estero sia collegato un conto bancario per il pagamento delle spese correnti. Questo verrà trasmesso automaticamente al fisco del paese di residenza fiscale del proprietario. Secondo il punto di vista dell’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC) gli elementi imponibili oggetto di scambio automatico di informazioni dovranno essere considerati come noti a partire al più tardi dal 30 settembre 2018, cosicché la denuncia degli stessi non potrà più essere considerata spontanea a contare da tale data. Questo significa che per gli Stati che applicheranno lo scambio automatico di informazioni a partire dal 2018, il termine massimo è il 30 settembre 2018. Se però lo Stato estero dovesse consegnare i dati alla Svizzera prima di questo termine, sarà la data dell’inizio dello scambio determinante per la spontaneità della autodenuncia.

Le prestazioni sociali

Per prestazioni sociali si intende le prestazioni di complemento che dipendono dalla situazione finanziaria personale del beneficiario. Rientrano in questa categoria la riduzione dei premi nell’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie (Ripam), le prestazioni complementari all’AVS/AI, gli assegni integrativi e gli assegni di prima infanzia e le prestazioni assistenziali così come anche l’indennità di disoccupazione.

Le prestazioni sociali, a differenza delle imposte dirette che hanno una prescrizione di 10 anni, si prescrivono in un periodo di 15 anni in caso di autodenuncia del beneficiario.

“Se durante una procedura di autodenuncia ci si dovesse accorgere che si è usufruito indebitamente di prestazioni sociali, è necessario presentare un’autodenuncia separata da quella relativa alle imposte dirette” sottolinea Roberto Pezzoli, direttore di Gruppo Multi SA. Quali sono i vantaggi di un’autodenuncia spontanea? “L’interesse dello Stato è principalmente quello di recuperare le prestazioni che non dovevano essere versate e di evitare che ulteriori prestazioni vengano distribuite a beneficiari che non ne hanno diritto. Di principio si prescinde quindi da un’azione penale. A condizione naturalmente che chi si autodenuncia collabori pienamente per l’accertamento della propria situazione reddituale e di sostanza.”

Contributi sociali

Analogamente alle prestazioni sociali indebitamente percepite nel caso di un’autodenuncia è il caso di porsi la domanda relativa ai propri contributi sociali. La non dichiarazione di redditi o sostanza può incidere sui contributi versati all’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS), all’assicurazione invalidità (AI), all’assicurazione disoccupazione (AD) e sulle indennità di perdita di guadagno (IPG). È il caso in modo particolare per i lavoratori indipendenti o per le persone senza attività lucrativa.

“I contributi sono infatti fissati sulla base della tassazione fiscale” continua Pezzoli “È una conseguenza naturale che se vengono a cambiare le premesse riguardo ai redditi o alla sostanza dei contribuenti, queste possano avere una conseguenza diretta sui contributi che devono essere versati all’AVS/AI/AD/IPG.”.

 

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